Fatti non fummo a viver come bruti,
ma per seguire virtude e conoscenza.
Dante
Decisamente non siamo più bruti quando veniamo a conoscenza della bellezza, non credi?.
Una vita di stenti, senza alcuno svago e spazio per la coltivazione del sè, porta viceversa l'uomo a deviare verso la bestia, a considerarsi per primo esso stesso una bestia.
Possiamo incontrare la bellezza, esserne sedotti e vinti, in molti diversi modi.
La grazia di un sorriso, la dolcezza e il luccichio di un occhiolino vivace, ma anche la contemplazione dello spettacolo della natura, la primavera, l'amicizia sincera: a queste cose sono legati i miei ricordi più cari.
Qualcuno ha detto che la bellezza è anche nell'occhio di chi guarda: ne sono convinto.
L'amore non è semplice gioco di ormoni impazziti, quando sei salito su Monte Ventoso con Petrarca, hai visto il volto di Paolo e Francesca scolorarsi, o hai
pensato ai pomeriggi di mestizia, osservando Silvia da quell'alta finestra di Recanati.
Così parimenti, 'gemmea l'aria e il sole così chiaro' ti risuonano nella testa mentre cammini verso casa dopo una pesante giornata di lavoro.
Ho incontrato amici splendidi: quando sei un bimbetto, passi le giornate chiedendoti di cosa diavolo abbiano mai gli adulti di cui parlare in continuazione: spesso le più basse trivialità di cui siano capaci le nostre menti sono fonte di delizia.
Dunque, la musica? Perchè sono convinto che la musica, tra tutte le arti e le conoscenze, sia la più importante?
La ragione è semplicissima: nessuno di noi è Newton, nessuno di noi è Leopardi, Kant o Mozart.
Newton, Leopardi, Kant ancora di più, non sono per tutti: sono per gente un poco istruita, che ha modo di dedicare ore della propria vita a un'attività apparentemente inutile come leggere, studiare sudate carte in oscure stanzette.
Una volta che avrai conosciuto i Principia, i Canti o la Critica, ti renderai conto che sei un essere umano: ti stupirai forse della tua bellezza, non accetterai imposizioni stolte.
Non sarai più un membro del gregge, ma sarai un uomo vero.
Così, mentre masse sterminate di schiavi si imbruttiscono nel lavoro sempre uguale della catena di montaggio, mentre costoro trovano rimedio alla propria noia solo in attività quasi animalesche, un raggio di sole illumina la vita di pochi fannulloni fortunati.
In queste pagine, voglio ripercorrere con voi questo mio viaggio, perchè anche voi possiate vedere quello che io ho visto, e magari confrontarlo con quello che voi avete visto nelle stesse circostanze, e così giocare sul nulla, quel nulla che però ci dona quella letizia di cui scriveva, duemila anni fa, un equivoco avvocato romano.